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Cenni storici

All'ingresso della città si trova la Parrocchiale dedicata ai S.S. Ippolito e Cassiano, le cui fondamenta furono poste nel 1891, dopo la demolizione di un precedente edificio del XVI sec. considerato troppo piccolo per la popolazione in aumento e di cui si possono vedere alcuni resti sul fianco nord. Secondo fonti storiche, fin dal XI sec. qui sorgeva una chiesa dipendente dal monastero di Cluny. Durante la dominazione spagnola fu costruito il campanile dell'attuale chiesa (una torre a base quadrata che termina con un ottagono) conosciuto come "campanile del fico" per un fico selvatico cresciuto sulla sua cima .La facciata, completata nel 1931, è suddivisa in cinque campi da lesene sovrapposte. Nella parte inferiore si aprono tre portali: il portale maggiore, sormontato da una lunetta che raffigura Gesù morto, Maria, S. Giovanni e la Maddalena, e due portali minori. Sopra la lunetta un piccolo timpano ricorda un tempio greco. La parte superiore è decorata da un rosone centrale e da quattro nicchie cieche con statue di Santi. La facciata termina con un grande timpano e tre gruppi marmorei raffiguranti gli Angeli dell'Apocalisse. L'interno è a croce latina con bracci disuguali e volta a botte; all'incrocio di due bracci una cupola ottagonale illumina l'altare maggiore, separato dalla parte riservata ai fedeli da una balaustra. L'altare maggiore, dedicato al Sacro Cuore, e in marmo di Varenna (1906). Nella cupola sono raffigurati i due Santi Ippolito e Cassiano; in alto la Trinità guarda i due Santi: S. Cassiano sale in alto sotto un baldacchino sorretto da Angeli, Sant'Ippolito è portato in trionfo da Angeli sul suo scudo. Lungo la navata centrale vi sono sei altari: della Madonna (1912), di S. Giuseppe (1892), di S. Luigi, del Crocifisso, di Sant'Antonio e di Sant'Agnese. L'affresco centrale della cappella di S. Giuseppe raffigura la gloria del Santo ed è opera del pittore torinese Morgari. Nella Cappella della Madonna, la Vergine con il Bambino consegna le chiavi a S. Domenico, difensore della chiesa cattolica contro l'eresia degli Albigesi rappresentata da un dragone ferito e ucciso dalla spada di un Angelo.

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